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venerdì 21 ottobre 2011

Liberi e Uguali

Liberi e Uguali.
Questo è il tema della tessera di Emergency del 2012. Di queste parole si riempie l'articolo 1 della Dicharazione Universale dei Diritti Umani.
Recita così:

"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti." Riconoscere questo principio "costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo".

Provo un sentimento amaro nel pronunciare, pensare, queste parole insieme, perchè l'epoca che viviamo mi porta a a pensare che non ci sia niente di più lontano da noi, di tutto questo.
Siamo assediati da (fanta)politiche inconcludenti, da guerre camuffate da nickname assurdi e consolatori, parole oppiacee studiate per chi sposta l'ago del suo interesse alle futilità che vengono sapientemente diffuse nella nostra vita commerciale di piccoli omini playmobil del truman show all'italiana.
Guardiamo tg che durano 30 minuti, 20 dei quali dedicati ai processi penali di quello che dovrebbe essere il nostro presidente del consiglio (tutto in minuscolo, si lo voglio).
Liberi e Uguali. Spesso pensando a queste parole messe insieme, alla dichiarazione universale dei diritti umani, si aprono nella nostra testa ventagli di fotografie che ci portano in paesi lontani, diversi dal nostro, Vediamo le donne coperte dal burqa, o bambini denutriti, ingiustizie sociali evidenti agli occhi di chiunque le guardi. Ma non è solo questo. Non parte da lì.
E' DA qui che noi non siamo liberi, e non siamo uguali, è nella nostra bella Italia occidentale che non siamo liberi di scegliere chi ci deve governare, è qui che la libertà di stampa ci vede in posizioni di classifica imbarazzanti, è qui che non siamo uguali davanti alla legge, alla politica, alla vita che siamo costretti a fare in una comunità che non abbiamo scelto, ma che ci appartiene volenti o nolenti.
E' da qui che noi non siamo liberi e uguali, fino ad arrivare a quei posti lontani da noi.

Saremo liberi quando riusciremo ad uscire dalla prospettiva dell'uno, quando il più dialetticamente ribelle dei politici riuscirà davvero a tagliare il suo stipendio della metà, quando lo vedrò tagliare le spese militari e comprare degli asili, quando non lo vedrò sovvenzionare prigioni di tortura in Afghanistan.
Saremo liberi quando non vedrò più da un finestrino di un pulman di Milano la gente in coda alla porta di un istituto di carità per cercare un letto dove dormire per una notte, e tutte le altre chissà.
Saremo liberi quando tutti decideremo che la guerra ci fa schifo, che ci fa schifo appoggiare un partito (che si dice) di sinistra che la etichetta come Missione di Pace per lavarsi la coscienza e tenere il piedino ben saldo nei suoi privilegi da palazzo ministeriale.

Saremo liberi quando la parola Pace potremo pronunciarla, pensarla, immaginarla senza nessun altro nome di fianco.

Saremo uguali quando non dovremo più guardare le vite di bambini che non possono crescere, saremo uguali quando tutti avranno diritto all'istruzione, alla salute, alla vita vera. Quella che noi possiamo fare senza chiederci neanche perchè.
Saremo uguali quando non dovremo sentirci fortunati di pensare che nostro figlio non si troverà mai sopra una mina antiuomo mentre cammina per la strada correndo dietro a un pallone.

Combatto insieme a Emergency contro questo schifo, contro la negazione del diritto alla vita, inconquistabile perchè insito nella vita stessa, perchè pensare di poterne decidere a spese di qualcuno è un atto criminale.
Perchè Emergency costruisce ospedali per curare le vittime della guerra, della povertà, della disuguaglianza sociale, in Africa, in Asia, e anche in Italia.
Per promuovere la cultura della Pace, per cercare di dare un senso a ciò che ci circonda.
Perchè non ci bastiamo a noi stessi, non è vero. Perchè tutti noi abbiamo bisogno degli altri.

E' il nostro sogno, essere Liberi e Uguali. A costo di provarci tutta la vita.


lunedì 12 settembre 2011

E

Noleggiare un pulmino, sentirsi in gita. comprare cibi dolci e salati, e bevande alcoliche e antiche.
sudare come a 40° nel deserto, invece siamo solo nell'ultima fila da 3 del fiatducatopanorama, non abbiamo diritto all'aria condizionata sulla tratta casorate-firenze-sosta pipì a piacenza. ma abbiamo le borse frigo della felicità sotto ai piedi.
il finestrino della seconda fila non si apre, il portellone non si chiude. impossibile come qualcuno riesca a dormire seduto con la schiena curvata in avanti sprezzante del pericolo che lo assedia.
arriviamo a firenze dopo circa 5ore dalla partenza, 2 delle quali passate a uscire da milano, ma no partiamo di sera chi vuoi che ci sia in giro.
dormiamo circa 4 ore, alle 8 siamo in piedi, facciamo colazione e ci spostiamo a firenze fiera, per l'inizio delle nostre giornate in dedicata a Emergency.
io sono al seminario sui banchetti, ascolto e prendo appunti, sono nuova del posto e voglio capire tutto, ci voglio entrare bene in questo mondo che è diventato mio da qualche mese a questa parte.
passo la giornata con milioni di persone che hanno il mio stesso sentire, con motivazioni e spinte differenti, ma siamo lì tutti perchè ci crediamo, crediamo in un medico che racconta la sua esperienza in Afghanistan, crediamo ai suoi occhi mentre ci guarda, ci sentiamo piccoli come formiche di fronte al suo grazie, e insieme grandi perchè sappiamo che la maglietta che vendiamo al banchetto diventa l'intervento che lui può portare avanti in paesi dove non è scontato avere il diritto di essere curati.
ci diciamo grazie a vicenda, senza dircelo, ci scambiamo applausi gonfi di gratitudine reciproca.

guardiamo coi suoi occhi gli orrori di queste guerre immonde, degli abusi e dei soprusi subiti da chi cerca semplicemente di fare una vita migliore di quella che lo costringe a morire di fame, in un paese che non gli dà la possibilità di vivere.
cercheremmo di farlo anche noi, se non avessimo avuto la fortuna di coltivare un destino cresciuto in una zona agiata del mondo.

Considero un onore puro sentirmi parte di un'associazione che fa cose grandi, che difende le persone da governi che dovrebbero tutelarle per primi. che cerca di ribaltare un destino maledetto, e convertirlo in vita.
Di questo mi sono riempita nell'ultimo fine settimana passato a Firenze con la grande famiglia di Emergency.
C'è una sorta di gratitudine non detta tra i volontari: voglio dire, quando ci si incontrava per strada, con i badge penzolanti e le magliette logate, ci si sorrideva, senza conoscersi, ci si salutava.
Come in montagna, ci si riconosce amanti della stessa cosa, ci sbattiamo in faccia noi stessi e la nostra voglia di esserci, di crederci, continuamente. Ci carica.

la sera, come in montagna, ci riscaldavamo di fronte al fuoco delle parole magiche -e come dice la mia amica A, "di pancia"- di Erri de Luca, del calore dei suoni di Paola Turci, delle risate scatenate da Cornacchione, della vitalità della Dandini, del soffio cantato di Elisa, dell' altura musicale di Elio e le storie tese, dell'intensità di Fiorella Mannoia, di tutto quello che gli artisti amici di Emergency hanno voluto condividere con noi.

sono stati giorni intensi, pieni, ricchi di contenuti, di vita, di colore, di risate, di voglia di credere, di voglia di fare per qualcuno, giorni che mi hanno riempito di una consapevolezza che ancora non avevo e non conoscevo fino in fondo.
Per questo voglio dire grazie a Emergency, al gruppo che mi ha accolto come se ci fossi da sempre, per avermi dato la possibilità di vivere tutto questo, di scoprire nuovi pensieri, idee, percorsi mentali rimasti indietro.

Considero un privilegio avere fatto parte di questi giorni che rimarranno per me elemento prezioso di una crescita continua, tatuati sui miei punti deboli e per questo praticamente marchiati a fuoco.
E a volte, a proposito di punti deboli, anche in forno.